GIUSEPPE NASCIMBENI (beato)

Giuseppe Nascimbeni, fondatore delle Piccole Suore della Sacra Famiglia, presenti oggi in diversi Paesi del mondo, nacque a Torri del Benaco il 22 marzo1851. Figlio di genitori modesti, ma ricchi di fede e di pietà cristiana, trascorse l’infanzia nel suo paese natale. Frequentò il seminario a Verona e, ordinato sacerdote il 9 agosto1874, celebrò la sua prima messa solenne nella parrocchiale di Torri il 15 dello stesso mese. Avendo conseguito la licenza magistrale, fu inviato a S. Pietro di Lavagno, cooperatore e maestro elementare. Tre anni dopo, giunse a Castelletto di Brenzone (VR), prima in aiuto all’anziano parroco don Donato Brighenti, poi, alla morte di questi, su richiesta della popolazione, parroco (1885). Sacerdote di profonda fede, di fervente amore a Dio e al prossimo, tutto preso dalla “passione” delle anime e dalla carità verso i bisogni del “povero popolo”, seppe coniugare straordinaria preghiera e indefessa attività. Ebbe collaboratrici fedeli le suore dell’Istituto che egli stesso fondò, su consiglio del suo vescovo Mons. Bartolomeo Bacilieri, nel 1892, perchè si dedicassero alla educazione della gioventù più abbandonata, all’assistenza degli infermi, alle necessità dei poveri. Promosse il miglioramento anche materiale della sua gente; si adoperò perchè il paese potesse godere dei servizi primari: posta, telegrafo, illuminazione, cassa rurale, oleificio.
Allo scoppio della I guerra mondiale, si interessò dei soldati, mandò suore negli ospedali militari, aprì orfanotrofi per accogliere tante bambine sole, diede ospitalità a profughi e bisognosi. “Pastore” attento al suo gregge e contemporaneamente “Padre” delle suore che andavano prodigiosamente moltiplicandosi, dedicò tutte le sue energie alla edificazione del Regno. Logorato dalle fatiche e purificato da lunga malattia, il 21 gennaio 1922 fu chiamato alla vera vita. Il suo Istituto contava allora 630 suore e 114 case filiali. Il Papa Giovanni Paolo II lo proclamò beato il 17 aprile 1988 a Verona. A Castelletto, le sue spoglie, in un’ urna presso la cappella delle suore, sono meta di pellegrini che sostano in preghiera. La casa natale, a Torri, è diventata “casa di accoglienza” per sacerdoti, opera tanto desiderata dal Nascimbeni. Nella stanza in cui egli venne alla luce arde, giorno e notte, una lampada che addita la presenza di Cristo Eucaristia.