Claire Sargint

 


Claire Sargint,
nata in Inghilterra, vive in Italia dall’età di 1 anno. Ha abitato fino al 1978 a Torri, che continua ad amare e frequentare. Scriveva poesie sin da ragazzina, ispirata dalle suggestioni di S.Vigilio, dove trascorreva l’inverno, e dalle colline intorno all’Eremitaggio, dove ha passato la prima parte della vita. Attualmente risiede a Bardolino.
Svolge attività nel Centro Culturale Pal del Vo.
In giuria al concorso della festa dell’olio,ha vinto quest’anno il primo posto nella sezione dialetti del Garda, al concorso POESIE AL MURO,con la poesia L’Eremitagio.
 



 










 

L'eremitaggio
Feelings
La bottega
Le stelle dentro
L'abbraccio
Poems on the wall

Quest'amicizia
San Vigilio
Preghiera
Come un tempo...

Concerto
Mi sento de
ntro
Betty
Sono
Lungo il lago
Io ancora qui
Quasi felicità
Poesia d'Amore
Risveglio
Natale 2001
Prima neve
Zante

Buon Natale


 

L’EREMITAGIO

Vàrdo le me fotografie
Stampee ‘n la memòria
pu che su la càrta…..
Dedrio a tutt gh’è el mònt
taià da la strada vècia,
’ndove naséva per fiori
e per portar a ca,
co’n me màma e me pupà
l’àlbero de Nadàl.
Poche le éra le ca,
quéla Bianca,
ensima al mont,
quela Rota,
piéna de pericoi,
quéla pù arent,
la cà Popolàre,
a reseghii de la stràda.
En mès a tutt
el me vècio èremo,
ensercolà dai pigni,
dai sògni, da rose e da poesie.
E dòpo… de corsa
da le puteléte del Caséta,
a pascolar le pégre,
e sognar d’avérghe en di,
na pégra picenina
tuta per mi.
Ci sa .. !?…..
E soto a quéi ràmi
sente so su l’èrba frésca,
se respiràva ‘l cél,
e se ciapàva ‘l sol,
con tuti i nosi sogni
porte via dal vent.
Ma nò, quéla bèla stagio
no l’è finia,
e quéle nose ridie
le sénto ancora,
ànca se ‘n mès a quàlche làgrima,
pròpi come me sénto adòs
i me ricordi de puteléta.



 



 


Feelings

Early in the bright morning,
going walking on the enchanting Rocca,
I feel happy........

In the quiet afternoon,
riding my bike along the lakeside,
I feel young.......

In the dreamy evening
watching the sunset painted
at the back of S.Vigilio,
I feel easy........

And in the blue night,
I feel grateful for the roses and the thorns
of my life going by in this wonderful garden.
 

Sensazioni

Nel mattino splendente, salendo sulla Rocca incantevole,
mi sento felice…….
Nel pomeriggio silenzioso andando in bicicletta lungo il lago
mi sento giovane……
Nella dolce sera ammirando il tramonto dipinto dietro S.Vigilio,
mi sento tranquilla…..
E nella notte blu, sono riconoscente per le rose e le spine
della mia vita trascorsa in questo meraviglioso giardino.
 


“LA BOTTEGA”

Nella bottega dei fratelli Girardi puoi andarci per motivi diversi.

Il primo motivo, ovviamente, è per fare la spesa;
ma, anche qui, il prodotto che porti a casa non è come i soliti.
Le cose che comperi sono seguite, trattate, incartate,
con una cura che mi ricordano il tempo delle spese dei miei genitori
nelle botteghe di una volta.

Il secondo, è per trovare quello in cui meno penseresti di imbatterti:
la nostra Cultura.
Troverai allineate in un angolino speciale,
e anche queste tenute in bell’ordine,
preziose testimonianze del tempo che è stato.
Piccoli libri ti parleranno di pensieri antichi,
che accompagnano l’uomo da quando nasce alla sua dissolvenza.
Questo troverai, e scusa se è poco…

Per non parlare delle cose belle che incontrerai facendo un passetto più in là,
addentrandoti nel mondo informatico, ostico, lo sa bene chi non ha più vent’anni,
ma generoso di sorprese.

Ed è là, nel sito internet, quello di Torri doc per intenderci ,
che si sveleranno come per incanto foto speciali,
di chi c’è e anche di chi non c’è più,
testimonianze fotografiche di feste importanti, di eventi improvvisi,
e le piccole impalpabili nostalgie racchiuse nei vecchi calendari
del nostro piccolo mondo antico.

Questo io ho trovato e ho provato a raccontare.
 

                                                                       
 “LE STELLE DENTRO”

“Che bella bambina!”, si sentiva dire spesso.
Era in effetti, una simpatica e graziosa bambina bionda.

Sua mamma l’aveva portata a stare in un posto bellissimo di fronte al lago, contornato da tanti pini. E la piccola amava gli alberi, i fiori, i suoi micetti, i canarini, i libri e la sua maestra, e naturalmente la sua dolce mamma e il suo bel papà. Aveva anche imparato a pregare Gesù, a dire le novene, soprattutto quando c’era di mezzo qualche esame.
Era un po’ sola durante l’inverno, questo si, ma aveva tante bambole e la bella stagione portava nell’albergo che gestivano i suoi, famiglie di altre nazioni spesso accompagnate da bambini , più o meno della sua età. Poi c’erano le piccole vicine di casa con cui giocare, quando avevano tempo, e le ragazze che lavoravano in albergo, spesso non molto più grandi di lei.

Sognava la bimba di diventare grande….
Pian piano cresceva, e di tanto in tanto le dicevano che i gatti avevano distrutto la gabbia dei canarini, che la nonna triste non c’era più, che la sua dolce mamma non stava bene.
La bambina diventò adolescente, scoprì da sola che non tutti erano propriamente gentili, incominciò anche lei a seminare e poi a raccogliere delusioni, anche lei conobbe la malattia e la scomparsa di chi le stava vicino. La sua mamma non era più la stessa.
Reagiva come poteva agli eventi della vita, soffrendo per le ingiustizie e i tradimenti che sentiva di subire…….
Alle volte si chiedeva se quel Dio così buono conosciuto da bambina non fosse un po’ impazzito.
L’adolescente diventò donna, si accorse che la vita era diversa da quella che aveva immaginato, che il mondo non era lì ai suoi piedi, come avrebbe dovuto…..
Imparò presto a contare su se stessa, a non aspettarsi niente da nessuno, a prendere quello che di buono arrivava come un bel regalo.

La bambina adesso è diventata grande; qualche volta piange, perché é triste, ma spesso ride, perché le capita molte volte di essere contenta. E piano piano ha ripreso a guardare le stelle perché ha capito che le cose belle stanno dentro di noi, basta scoprirle…..
 


L’Abbraccio


Intrapresi allora il mio primo viaggio,
avvolta nell’abbraccio di mia madre,
con il ricordo del dolce approdo gardesano
nel cuore, fiore selvatico appeso nel cielo.

Con gli occhi sgranati di bambina
conobbi la mia prima nave,
scendendo dalle scogliere del Nord
verso la primavera del Garda,
il lago amato, colorato di oleandri.

Fantasticando negli anni di altri luoghi,
e mille volte chiedendomi
il perché di questa vita regalata…..
…… non risposte , ma baci dal vento
e carezze dalle onde ho ricevuto…..

Sempre e molto
amerò questo golfo,
che m’avvolge
nel suo abbraccio struggente,
come fosse mia madre.
 


Poesie al Muro 2004
2a classificata lingua straniera

POEMS ON THE WALL


Snowy-white swans
on the water,
as floating flowers.
Shining sun in the sky,
as a blessing father.
Love songs in the wind,
as coloured rainbows.
Poems on the wall,
As prayers in the air......

Poesie al muro

Candidi cigni sull’acqua,
come fiori galleggianti.
Sole splendente nel cielo,
come padre benedicente.
Canzoni d’amore nel vento,
come arcobaleni colorati.
Poesie al muro,
come preghiere nell’aria…
 

Quest’amicizia,
Quest’amicizia,
che ci aiuta a vivere,
è come un grande lago azzurro
da cui non uscire mai.

Quest’ amicizia,
che ci difende dalla solitudine,
è come una ninna nanna
per il bimbo che ha paura.

Quest’amicizia,
che ci prende dentro,
è come un fiume in piena.

Quest’amicizia,
che ci scalda
come il pane del mattino,

quest’ amicizia,
che mi sorprende,
che mi intenerisce,
che mi riempie l’anima,
è la nostra.
SAN VIGILIO

C’è la stella del Nord 
questa sera,
sotto la Rocca c’è il paese,
e i lumi sono tutti accesi.
Le rocce sono così appuntite
da farmi male al cuore.
Le sagome scure delle barche
si stagliano cupe 
sul grande cristallo addormentato.
Queste quattro mura silenziose
mi parlano di eternità,
e i sassi secolari
sembrano rivivere,
come fuori dal tempo,
la loro esistenza di testimoni muti.
Sono sola in questo semibuio,
che fa rinascere lo spirito,
nella sua travagliata odissea
di naufrago immortale.
Sono sola sotto questa volta,
che parla di vita,
anche a chi è triste,
anche a chi è solo.
E questo rampicante
abbraccia i muri amici,
corrosi dal tempo, 
com’è corroso questo cuore.

			        1964				
Preghiera
Datemi
un sorriso
d’amore.
Vivere
altrimenti
sarebbe
come morire.
(1963)

Come un tempo....
Mi sono seduta come un tempo
sopra la pietra umida e nuda,
in quella mia posa di bimba,
col capo rovesciato sulle braccia.
Piove.
E io ascolto questo suono,
sempre uguale,
che picchia la terra.
Piove.
E io sono sola a guardare
gli oleandri rossi e i biancospini
che fioriscono come un tempo.
Non ho voglia di pensare,
solo chiedo pace alla pioggia
per questo mio cuore
di bimba cresciuta.
(1963)
 

Concerto
La sensazione più viva
e’ la tua vicinanza
sul rettangolo di coperta.
E profumo intenso di terra
e di erba umida.
E nel cervello, nello stomaco,
il rimbombo delle percussioni.
E intorno alla mia testa
la girandola dei riflettori.
L’emozione più intensa
è la voce vicina.
Emozione ingigantita
dallo stupore d’esserci,
anch’io ci sono
in mezzo agli altri
a tanti altri stranieri
che non appartengono
al mio mondo.
Con l’emozione intensa
di dividere insieme
questa sera di concerto.
(1982)

Mi sento dentro

Emozioni
Sensazioni
Desideri
Nostalgia
Consapevolezza
Contraddizioni
Sentimenti
Voglia
Gioia
Grinta
Struggimento
Mi addormento
sognando
di percorrere
lunghe strade
Mi sveglio
aspettandomi
di vivere.
(1982)

 


Betty
Il tuo sorriso
le tue ansie
le tue apprensioni
le tue complicazioni
la tua sete di affetto
la tua paura
di non essere amata
la tua dolcezza.
E il mio cuore
scoppia
di lacrime nuove.
Tornero’ a casa.
Ci saranno fiori
per la tua fotografia,
io ne portero’ ancora.
E il mio piccolo cuore
sara’ un poco
più vecchio
un poco più triste.

(1982)


Sono (1982)

Presa dal tuo caldo
modo d’esserci.
Presa dalle sensazioni colorate
dei momenti passati insieme.
Velocità dei pensieri:
sono gabbiano impazzito
nel soffice tappeto del cielo.
Ribellione dei sensi: sono
lampi sui boschi addormentati.
Fragore delle parole: sono
onda rapida e netta
contro lo scoglio lucido.
Passaggio di sentimenti di agosto
sulla sabbia incandescente.
 


Lungo il lago

In compagnia delle rose
spettinate dalla brina,
in compagnia dell’acqua,
addolcita da insoliti
magici raggi di sole,
in compagnia
dei miei pensieri:
le mie vele bianche,
vele grandi,
vele stanche
di aspettare le brezze
per prendere il largo,
e poi rincorrersi,
doppiarsi, misurarsi.
Vele, curiose
di giocare con
gli amici gabbiani,
capricciosi, dispettosi,
affamati di briciole.
Da bimba imparavo
a ringraziare il Signore
per avermi creato.
Adesso ringrazio l’Uomo
per avermi lasciato ancora
questi angoli preziosi.

(2001)

Io ancora qui
Calpestando
le foglie gialle
e i sassi della spiaggia
infreddolita,
catturata
dal canto eterno dell'acqua,
io sono ancora qui,
ad ascoltare una favola antica
fatta di onde, di vento,
di nuvole, di magia.
Sotto alberi trasparenti
inondati da frecce
di nuvole rosse,
nate dalla fantasia
dei venti notturni,
io sono ancora qui,
a raccontarmi al Cielo.

(2001)

Quasi felicità

Su questo legno
consunto,
in sintonia
con gli occhi verdi
del gatto amico,
immersa nel sole
da far sembrare
pieno d’estate
questo giorno
di pieno inverno,
rincorro i miei pensieri
nel grande azzurro.
Emozionata
dal decollo inconsueto
di cigni inquieti verso il sole,
e dimenticando le nuvole nere
di temporali finalmente
troppo lontani per far paura,
e’ quasi felicita’.

(2001)
 


Poesia d’amore

Assaggiare noi insieme
fragole zucchero panna,
chiodi di garofano col vino.
Assaporare noi insieme
i sapori dolci e forti
del primo incontro.
Sensazioni improvvise
irripetibili finché
dura l’incanto.
Sentirmi abbracciare
e farti sentire la mia anima,
traboccante di stupore
per la scoperta del
dolcissimo gioco d’amore
misterioso nato per caso.

(2001)
 


Risveglio....

........col sorriso delle palme generose
con la sagoma fiera dei cipressi ordinati,
amici vigili sulla baia addormentata,
col fruscio gentile degli oleandri.
E mi riprendo i miei sogni,
dati in prestito al cielo:
si risvegliano silenziosi,
scivolano impalpabili come cigni
sull’azzurra tavola incantata
e si vestono dell’alba che avanza,
grandi riccioli dorati sul profilo
del mio nuovo giorno.

 





 
Natale 2001

Tanti piccoli alberi scintillanti
raccontano di un Buon Natale,
sembrano divertiti,
i guizzanti occhi accesi,
guardandomi passare,
anch’io allegra per la festa.
Le luci della costa opposta
sembrano saltar fuori
dall’orizzonte e venirmi incontro.
Regina della notte, la grande luna buona,
assonnata, infastidita forse
da tanto clamore, ripete la sua storia
brillando con il suo alone misterioso,
sulla polvere del mondo,
su quelli che pregano a Ground Zero
su quelli che curano le ferite di Kabul.

Prima neve

Sento
la magica amica
arrivare al mio cancello,
entrare nel mio giardino
con soffici passi,
con suoni ovattati.
Fa bene al cuore
ritrovare i ritmi antichi,
immergersi nella fiaba
dei grandi silenzi,
delle bianche distese
sopra tutte le cose,
ricoperte come sorelle.
Benvenuta
mia bianca principessa
inaspettata.

2001





 

ZANTE
“Ritorno a casa”

Gabbiani
volteggiano
sopra la testa,
tra cielo e mare
spumeggianti
i ricordi
affiorano
dalla memoria.
Si avvicina la costa:
Il castello
Le chiese
Il porto
Le barche
Il bosco
I sogni…
Croci di avi
mai incontrati
fanno
di quest’isola
la mia casa.
E’ per questo
che amo le isole.
Scendo dalla nave
con la scialuppa
del ricordo.
Calpesto la mia terra
con lacrime di gioia
nel cuore.
Ritorno a casa.

Claire

BUON NATALE

Qui come l’anno scorso,
in attesa di Gesù,
a ritrovare nel presepio
la tenerezza antica
dei pastori incastonati
nel muschio fresco,
con la musica solenne
che ti entra dentro.

Qui sul porto,
a riascoltare
la tranquilla poesia
delle barche addormentate.

Qui nel cuore, a rivivere
l’ intensa nostalgia
per le vigilie
del mio tempo bambino.

Col grande sogno di stare
come stanno gli alberi
nel bosco, abbracciati,
e di tenersi per mano,
i rami con le foglie,
e camminare tutti insieme,
per non farsi troppo male,
e per vincere l’indifferenza,
la violenza, la solitudine.
E per dirsi Buon Natale,
amico mio,
e cosi sia.

 


 
 

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