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LE
FAMIGLIE DI TORRI
A cura di G. Vedovelli
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I MARAI |
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Agli inizi del 1400 troviamo a Torri, e precisamente nella contrada
di "Campiano" - tra Coi e Valmagra - Marco Marai, un mercante di
origine siriana.
La famiglia dei Marai ha sempre fatto parte della Corporazione degli
Antichi Originari e fu molto influente - numerosi Marai rivestirono
cariche importanti in seno alla comunità di Torri - e
particolarmente ricca, come è documentato dalle numerose proprietà
nel territorio (si veda la mappa di fine '700 che si trova presso il
Museo del Castello). Si divise in numerosi rami: i Marai dal Pign, i
Marai de mès, i Marai della Piazza, i Marai dell'Olmo (o del Porto)
e i Marai dall'Ai; questi ultimi sono ricordati dallo stemma che
troviamo sopra una porta di un palazzo in piazza Calderini,
rappresentante uno spicchio d'aglio immerso nel mare!
Due componenti di questa famiglia (Cesare ed Augusto) fecero parte
della Guardia Reale di Napoleone I, mentre il personaggio più
illustre fu certamente il canonico Gian Domenico Marai, morto a
Torri nel 1812, autore fra l'altro di un volumetto sulla vita dei
santi Benigno e Caro, di un' "Illustrazione del Garda", pubblicata
postuma nel 1879, e di un poemetto in versi sulla località di San
Vigilio.
Alcuni Marai, talvolta italianizzati in Maraglio, erano pure
presenti sulla sponda bresciana ed infatti, fra i testimoni
convocati al processo per l'assalto al porto di Dusano nel 1677,
troviamo anche un certo Andrea Marai, che risiedeva a Manerba dal
1661.
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I
LONCRINI |
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Nella relazione della visita pastorale del vescovo di Verona Gian
Matteo Giberti, del 1530, tra i notabili di Torri troviamo citato
anche Giovanni Domenico Loncrini ("del Ronchlin"), consigliere della
comunità.
La variante arcaica dei Loncrini ("del Ronchlin"), potrebbe
richiamare i "ronchi", i terreni disboscati, chiarendo forse
l'origine del nome, ricordo di qualche antenato impegnato
nell'operazione di disboscamento della zona.
Anche i Loncrini fanno parte della Corporazione degli Antichi
Originari di Torri, nella quale furono ammessi - assieme ad altre
famiglie della campagna, come i Vedovelli - in seguito alla peste
del 1630, che aveva decimato i ranghi dei primi Originari.
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I VEDOVELLI |
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L'origine della famiglia dei Vedovelli è testimoniata da un ben noto
aneddoto.
" Una vedova e i suoi due figli erano gli unici superstiti di una
terribile pestilenza che aveva reso desolata la zona di Torri. Vivevano
nella contrada dei Campiàgn, sulla collina tra Coi e Albisano, e,
per paura del contagio, se ne stavano rinserrati in casa. Per sapere se
il pericolo fosse passato mettevano sul davanzale della finestra un
tozzo di pane: se diventava nero, era preferibile non uscire di casa.
Un bel giorno, finalmente, il pane non cambiò colore ed allora i tre
uscirono all'aperto. Essendo gli unici sopravvissuti della contrada, si
diressero verso Albisano, dove i figli della vedova, il cui cognome
originario era Pretipaoli, vennero chiamati i fiöi de la vedóa ed
in seguito Vedoèi."
Curiosamente la stessa storia - cambiato il nome della famiglia - la
troviamo anche a San Zeno di Montagna, per spiegare l'origine dei
Castellani, oltre che in altre zone come a Luserna, in provincia di
Trento.
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I GIRARDI |
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Nel 1797 arriva a Torri Girardi Simone, da Piovezzano,
di professione falegname; in seguito i Girardi di Torri saranno detti i
Simógn.
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I PERONI |
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Secondo la tradizione i Peroni discenderebbero da due fratelli
abbandonati da una carovana di sìngai de l'Egìto.
I primi dati sicuri relativi a questa famiglia risalgono alla seconda
metà del '600, quando troviamo a Loncrino un certo Donato Peroni, che
presto si trasferì nella contrada delle Prandine. Da questa contrada in
seguito si espansero mettendo a coltura tutta la zona a nord di Torri
fino a Crér, con i piccoli borghi di Fradèr, Cavrìe e San Felice.
Peroni Benigno, che fu sindaco di Torri negli anni della Grande Guerra,
fece installare a Fradèr uno dei primi due frantoi per olivi del Comune
di Torri (l'altro era a San Faustino).
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Preziose informazioni sugli abitanti di Torri ci sono offerte anche
dagli "Stati d'Anime" redatti dai parroci, che annotavano i nomi dei
loro fedeli distribuiti per famiglie di appartenenza, con pure
l'indicazione della professione e dell'eventuale paese d'origine, nel
caso si fosse trattato di immigrati.
Nello Stato d'Anime relativo agli anni 1848-1849-1850, redatto dal
parroco del tempo don Innocenzo Maria Zuliani, ci imbattiamo per la
prima volta in alcune famiglie ancora esistenti a Torri, come i Benetti,
i Bonetti di Marciaga, i Calcinardi, i Campanardi, i Carlettini, gli
Zivelonghi, i Giacometti, i Lenotti, i Moscolo, i Pippa, i Tomei e i
Viola.
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I GIACOMETTI |
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Il 7 gennaio 1844 muore a Torri Pietro Giacometti,
all'età di 52 anni: figlio di Tommaso e Zanetti Teresa, era originario
di Marciaga e faceva il contadino. Si era sposato con Casarola Angela,
dalla quale aveva avuto numerosi figli, tutti nati a Torri. Luigi (n.
1830), Francesco (n. 1835), Margherita (n. 1838), oltre ad altri morti
in tenera età.
Questa famiglia, appena arrivata a Torri abitava a San Faustino, ma,
facilmente dopo la morte di Giacometti Pietro, si trasferì a Sevino,
contrada da dove proveniva la moglie; infatti qui la troviamo verso il
1850 nella casa del fratello Nicolò, mezzadro di quella campagna.
Francesco Giacometti, fu Pietro, nel 1888, in seguito ad incanto
acquistò il complesso monastico di San Faustino, restaurando la
quattrocentesca chiesetta e iniziando la tradizione di festeggiare ogni
anno, il 15 febbraio, i santi titolari della chiesa (Faustino e
Giovita).
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I BENETTI |
Verso la metà dell'800 troviamo a Torri Benetti Bonaventura, contadino,
nato a Posina (Vicenza) l' 8 giugno 1819; l'origine dalla provincia di
Vicenza spiega l'antico soprannome di questa famiglia, i Vesentìgn.
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Gli ZIVELONGHI |
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Il soprannome di Breòni dato agli Zivelonghi deriva
dall'essere questa famiglia originaria di Breonio, nell'alta
Valpolicella: il primo ad arrivare a Torri fu un certo Domenico, di
professione "industriante", venditore ambulante.
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I LENOTTI |
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Nel 1850 troviamo nella contrada di Cavrìe Lenotti
Pietro e la moglie, ambedue originari di San Zeno di Montagna, con i
figli Angelo, Giuseppe e Gaetano, oltre ad un famiglio, mezzadri. Nella
stessa casa risiedeva pure Lenotti Domenico, con la moglie, i due figlie
ed un famiglio.
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I MOSCOLO |
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Moscolo Nazaro, nato nel 1845, era un orfanello adottato
dalla famiglia di Consolini Filippo, possidente, il quale negli anni fra
il 1851 e il 1853 si trasferì nella contrada delle Rossone assieme alla
nuora Nodari Maddalena di Cassone.
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GOZZER |
Nello Stato d'Anime del 1694 - redatto dal parroco don Quintarelli -
troviamo per la prima volta un Gozzer, Bartolomeo, di anni 59, giunto
dal Trentino con moglie, cinque figli e una nuora.
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I TOMEI |
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Nella Foto:
L'Hotel Torri
negli anni '20 |
TOMEI famiglia benestante proveniente da Rivoltella (sul Garda). Giunse a Torri verso la metà del 1700. Nel 1827
Ezechiele sposato con la baronessa Fondrieschi acquistò dal Conte
A. Albertini parte della sede ormai in disuso della Gardesana dall'Acqua
e lo trasformò nel primo albergo di Torri; nominato Hotel Benacus.
In un secondo tempo acquistò anche L'Albergo Gardesana. |
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