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Volo mortale con la moto
Morto dopo un volo di una
decina di metri sulla strada che da Cavaion porta a Bardolino in via
Canove. Non ha avuto scampo ieri intorno alle 16.30, Doriano
Salaorni, 33 anni, di Caprino che ha perso la vita a causa del
tremendo impatto contro l’auto che sopraggiungeva sulla corsia
opposta. A constatarne la morte, i sanitari di Veron a emergenza ai
quali non è rimasto altro che stendere un lenzuolo bianco sul corpo
del carrozziere, subito dopo il loro arrivo. Si tratta della stessa
dinamica che il 16 giugno uccise lo zio Ivano a Torri del Benaco.
Oltre alle ambulanze, sono intervenuti anche i carabinieri del
nucleo radiomobile di Caprino che hanno svolto gli accertamenti per
risalire alla dinamica dell’incidente. Secondo le prime verifiche,
sembra che l’Harley Davidson di Salaorni sia andata a tamponare la
Fiat Punto che la precedeva, in direzione di Cavaion.
L’auto si era fermata perchè sopraggiungeva una Bmw sulla corsia di
sorpasso. A Doriano è bastato sfiorare la Fiat Punto per perdere il
controllo della moto e fare un volo di una decina di metri. Che è
finito contro il paraurti della Bmw ed è stato un impatto tremendo:
il carrozziere ha perso la vita sul colpo. I carabinieri di Caprino
ieri non si sono sbilanciati sulle eventuali responsabilità degli
automobilisti che non hanno riportato ferite gravi se non una gran
paura.
La morte di Doriano rappresenta un altro durissimo colpo per la
famiglia Salaorni, conosciutissima a Torri del Benaco. Il 16 giugno
scorso, perse la vita Ivano Salaorni, 56 anni, zio di Doriano. In
località Rossone, il titolare del chiosco di Torri sbandò con la sua
moto a tre ruote e finì contro un cancello: morì infilzato sulle
punte di quell’inferriata. Ieri è toccato al nipote Doriano, 33 anni
compiuti lunedì scorso, sempre in moto. Il giovane carrozziere era
figlio di Bernardino Salaorni, molto conosciuto sul lago e
capogruppo degli alpini nella zona. Un destino ancora più devastante
sembra essersi abbattuto sulla famiglia di Torri se solo si pensa
che Doriano si era sposato da pochi mesi con Paola Novelli,
dipendente del supermercato De Beni di Costermano. Il centauro è la
venticinquesima vittima per incidenti in moto sulle strade veronesi
dall’inizio del 2007.
(Ha collaborato Gerardo Musuraca).
Da L'arena del 2 settembre 2007
Niente fuochi d’artificio in memoria di Doriano
Disperazione della famiglia, profonda commozione, stupore e
dispiacere da parte di tutti i compaesani. Sono questi i sentimenti
che regnano in questi giorni a Torri del Benaco dopo la tragica
notizia della morte violenta, avvenuta sabato pomeriggio verso le
16.30, di Doriano Salaorni. Un tam tam immediato, nel piccolo centro
dell'alto lago, dato che Doriano era davvero conosciutissimo ed
apprezzato da tutti.
Per la famiglia di origine, composta dal padre Bernardino, dalla
madre Lilia e le due giovani sorelle, Deborah e Diamanta, è un
momento davvero straziante. Appena due mesi e mezzo fa infatti
avevano già pianto per la morte, sempre avvenuta su una maledetta
motocicletta, stavolta a tre ruote, di Ivano Salaorni, fratello di
Bernardino e zio di Doriano.
«In paese», hanno commentato alcuni amici del ragazzo, sposato da
pochi anni con Paola, una ragazza di Caprino, «conoscevamo tutti
Doriano per la sua generosità e straordinaria disponibilità. Anche
se era andato ad abitare a Caprino dopo il matrimonio, era spesso a
Torri dalla famiglia e dagli amici. Aveva una vera passione per le
moto: le costruiva ex novo su suoi progetti e raccogliendo pezzi da
varie marche diverse. Era in grado di costruire artigianalmente dei
veri gioielli a due ruote, un vero talento naturale guidato dalla
passione».
Un accanimento da parte della sorte sulla famiglia Salaorni di
fronte al quale tutti, in paese, restano sgomenti e allibiti.
Doriano aveva rilevato l'attività di carrozziere dal padre
Bernardino a Torri ma, di recente, aveva aperto un'altra officina,
in società con il cognato, marito della sorella Deborah, a Lazise.
Ma Salaorni era anche molto impegnato dal punto di vista sociale.
Membro della prima ora del nucleo di volontari della protezione
civile di Torri, era sempre in prima linea per fronteggiare, gratis
e per il bene altrui, emergenze ed urgenze di ogni tipo, dagli
incendi boschivi agli allagamenti alla assistenza alle
manifestazioni. A piangerlo di più infatti, accanto ai familiari,
sono proprio i ragazzi della protezione civile, guidati dal
coordinatore di Albisano, Marcello Rizzi, che hanno perso «un
fratello, più che un compagno o un collega», come hanno voluto
riferire senza identificare un solo nome ma tutto il gruppo. E,
proprio ad Albisano, ieri notte non sono stati sparati i fuochi
d'artificio previsti a conclusione della "Festa dell'Ospite". Il
presidente del Circolo Noi della frazione collinare, Stefano
Nicotra, organizzatore della festa, in accordo con sindaco, Giorgio
Passionelli, e con il capo della Protezione Civile, che avrebbe
dovuto sovrintendere al lancio dei fuochi, ha voluto ricordare il
giovane trentatreenne scomparso e ha annullato lo spettacolo
pirotecnico «in segno di grande lutto della comunità tutta, oltre
che per rispetto della famiglia e della protezione civile».
Ancora non è stata fissata la data dei funerali, dato che si attende
il nulla osta da parte del magistrato di turno. E' anche da definire
in questi momenti se le esequie verranno celebrate a Torri, dove
Doriano ha lasciato la famiglia di origine, i parenti tutti e gli
amici, o a Caprino, dove risiedeva con la moglie. Un dettaglio
questo che nulla toglie o aggiunge alla immane tragedia che il
destino a riservato a questo giovane di Torri e alla famiglia.
di Gerardo Musuraca
Da L'arena del 4 settembre 2007
Domani l'addio a Doriano
Sono stati fissati per domani alle 16, nella parrocchiale di Torri,
i funerali di Doriano Salaorni, il trentatreenne deceduto in un
incidente in motocicletta sabato, a Cavaion. Le esequie si
svolgeranno dunque nel paese di origine di Doriano, anche se il
giovane abitava da anni a Caprino, di dove è originaria la moglie
Paola.
Ma i parenti e gli amici di sempre Doriano li aveva a Torri, dove
era, benvoluto e conosciutissimo. Anche per la straordinaria
passione per i motori, in particolare le motociclette. E per
l’ultimo saluto ci sarà un carro funebre di tipo speciale, sui cui
verrà deposta la bara. I familiari, dopo il nulla osta del
magistrato, hanno potuto portare la salma del loro figliolo da
Caprino alla casa di Torri. Di qui fino alla chiesa, il feretro sarà
portato sul particolare mezzo. «La proposta», afferma Marcello
Battistoli, titolare di una ditta di onoranze funebri di Bardolino e
cugino di Bernardino, il papà di Doriano, «l’ho fatta io a
Bernardino e alla mamma Lillia. Mi è sembrato il modo migliore per
ricordare Doriano», aggiunge commosso, «perchè mio cugino, oltre che
per la famiglia, viveva davvero per i motori e le due ruote. Qualche
anno fa era arrivato con un amico in motocicletta fino a Capo Nord.
Aveva girato mezzo mondo a bordo di questo mezzo e ne era un
cultore, oltre che un esperto».
Doriano era capace di costruire, con pezzi di varie marche,
motociclette secondo suoi progetti. Aveva costruito anche una Harley
Davidson, come quella su cui lui stesso viaggiava, con pezzi
originali ma variandone i modelli rispetto allo standard. Veri
«gioielli» artigianali, che lo avevano fatto apprezzare e conoscere
nell’ambiente motociclistico anche al di fuori dei confini
scaligeri. Inoltre, a dicembre 2006 nella consueta gara natalizia
che si svolge nelle vie centrali di Torri, Doriano aveva costruito
un presepe con pezzi di motore. I Re Magi, a grandezza naturale,
arrivavano alla Grotta su alcune motociclette.
Proprio a bordo della moto però, purtroppo, sabato scorso il destino
gli ha riservato l’ultimo viaggio. Come era accaduto all’inizio
dell’estate allo zio, Ivano Salaorni, fratello di Bernardino, morto
per la caduta, sui ferri di una cancellata, da un motociclo a tre
ruote.
A piangere accanto ai genitori, alle due sorelle Deborah e Diamanta,
e alla moglie Paola, domani si stringerà tutto il paese. Tutti
apprezzavano le doti umane di Doriano, impegnato anche con il Nucleo
dei Volontari della Protezione Civile. Del gruppo, Doriano era stato
uno dei fondatori, proprio con lo zio Ivano
di Gerardo Musuraca
Dal giornale L'arena del 5 settembre 2007
Cento motori e mille lacrime per Doriano
In motocicletta anche l’ultimo saluto a Doriano Salaorni. Ieri alle
16, nella traboccante parrocchiale di Torri, si è concluso l’ultimo
viaggi o del trentatreenne morto in un incidente in moto, sabato a
Cavaion. C’erano giovani, ragazzi e anziani. Ma soprattutto c’erano
i motociclisti. Un centinaio o forse più di Harley Davidson, Honda,
Yamaha, Ducati. Moto «custom», da strada, enduro, di ogni foggia. È
rimasta libera solo la parte centrale della strada, per fare passare
il carro funebre. Che, per Doriano, è stata una moto Bmw nera,
cui era agganciato, come per un sidecar, un carrello su cui è stata
deposta la bara. Sopra, con i fiori, il giubbotto da motociclista,
un casco della Protezione civile e la tuta dello stesso Gruppo di
volontari.
Accanto alle loro moto i molti motociclisti provenienti da tutta la
provincia. Giubbotti in pelle, tatuaggi e stivali. Aspetto da duri
ma occhiali da sole in mano, senza la paura di fare scorgere negli
sguardi lo strazio dei cuori. Piazza della chiesa, altrettanto zeppa
di persone e di amici, i volontari della Protezione Civile di Torri,
di cui Doriano era il caporeparto, oltre agli uomini
dell’antincendio boschivo, alla Polizia municipale, ai Carabinieri e
ai Vigili del fuoco. Una decina di automezzi di soccorso della
protezione civile e un camion dei pompieri, per il motociclista che
«sapeva avere sempre il sorriso sulle labbra, e trasmettere
serenità», ha ricordato l’amico di Doriano, il parroco don Andrea,
che ha concelebrato col collega di Torri, don Giuseppe Cacciatori.
Occhi lucidi e silenzio, quasi irreale, dentro e fuori della chiesa.
All’arrivo della bara i motociclisti hanno acceso i loro mezzi. Un
rombo e un frastuono assordanti. Un saluto, un grido, nella speranza
di farlo udire al compagno di tanti viaggi. Dietro il feretro, papà
Bernardino e mamma Lilia, oltre alle sorelle Deborah e Diamanta.
Inconsolabile, accanto a loro, la moglie di Doriano, Paola. Don
Giuseppe ha rilevato come «Doriano si sia fatto trovare pronto alla
chiamata del Signore». E l’invito «a farsi trovare pronti e trarre
insegnamento da una persona come Doriano», ha ribadito don Andrea.
Toccanti gli interventi. Oltre ad una compagna di classe, è
intervenuta anche una cugina del giovane centauro, figlia di Ivano
Salaorni, deceduto per una caduta proprio dalla moto nel giugno
scorso. Ivano e Doriano erano nella Protezione Civile. Lo zio ne era
stato capogruppo e tra i fondatori. «Ora», ha detto la giovane
rivolgendosi a Doriano, «sarete di nuovo uniti, con papà Ivano, che
sai che ti adorava».
Commosso il capogruppo della Protezione Civile di Torri, Marcello
Rizzi. «Proteggi noi e i nostri mezzi da lassù», ha detto Rizzi
all’amico, «così che possiamo sempre essere utili a tutti. Il tuo
sorriso ci accompagnerà». «Da oggi», ha concluso, «il nostro gruppo
porterà anche il tuo nome».
di Gerardo Musuraca
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